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sabato 13 marzo 2010

Recensione - BELFAST


BELFAST
H
2009
Provenienza: Bergamo
Etichetta: Autoprodotto
Studio di registrazione: Cifra Studio

Tracklist:
1. Never Wild
2. Spleen
3. Leaves have fallen
4. Down Below
5. Long Kesh
6. Belfast
7. Lubim Ta

Line Up:
Paolo Ghidini: Voce, Chitarra
Stefano Maffeis:Basso
Paolo Nava:Piano, synth, theremin
Herman Cavariani: Batteria e percussioni

I Belfast da Bergamo nascono nel 2007 dalla loro comune passione per il brit-rock.

Passione che traspare subito dalle note del loro disco omonimo, un concentrato di pop-rock all'inglese dalle atmosfere sognanti e rarefatte.


Belfast è un progetto che muove i suoi passi dall'indie-rock dei Killers,passando per i Coldplay, approdando a melodie in stile Athlete e ad arrangiamenti che ricordano molto quelli dei Mogwai.

Entriamo nello specifico di questo bel demo d'esordio: la prima traccia, "Never Wild", ha un tono molto lirico, si appoggia ad una melodia travolgente, che si apre a bagliori di luce nel refrain; un ottimo biglietto da visita per aprire l'album.


"Spleen" è invece un pezzo più canonico e ritmato, cantato magistralmente da Paolo Ghidini, la cui voce è in generale versatile e completamente a suo agio con vocalizzi impervii e falsetti.

Il terzo brano, "Leaves have fallen", ha un impianto più rockeggiante (soprattutto nell'utilizzo delle chitarre), ma non si perde mai di vista il gusto per melodie romantiche e squisitamente pop; la coda del pezzo è davvero emozionante.

"Down Below", con introduzione di piano, sorprende per la sezione ritmica che lavora su tempi composti, per poi divenire più regolare nel ritornello forse poco efficace se confrontato al resto del brano.

Atmosfere meno solari in "Long Kesh", brano che ricorda inizialmente i Radiohead, per poi aprirsi ad un ritornello dal sapore quasi grunge; nel finale la voce dialoga con la batteria, in un alterco che risolve lì dove la chitarra aveva cominciato.

"Belfast", vera e propria dichiarazione programmatica della band, è un sunto della loro modalità espressiva; la batteria lavora quasi unicamente su tom e timpano, il basso è avvolgente, le corde della chitarra sono sfiorate dolcemente, i synth e le tastiere arricchiscono la coda strumentale, dandole sostanza.

"Lubim Ta" chiude il disco con una tenera lettera d'amore in musica, a metà tra Kings of Convenience e Bright Eyes; semplice, minimale (chitarra, voce, qualche nota di pianoforte) e proprio per questo bellissima.

Un ottimo esordio quindi, piacevole all'ascolto, senza troppe pretese; ascoltando i Belfast si ha una sensazione di genuinità, di sincerità d'espressione, di leggerezza (l'album è inoltre tecnicamente ben registrato e non si percepiscono sbavature di sorta).

Una breve menzione merita infine l'artwork della demo, realizzato da Perro Creatures e che si avvale di disegni e collages in stile anni '50, con testi scritti a mano e una cover sleeve che presenta la H del titolo disegnata su una lavagna nera; originale e del tutto in linea con le atmosfere della band.

Esibizione live:
I Belfast hanno suonato Domenica 7 Marzo al Birraio di Siviglia, Girone D della Thunder Rock League di Orquestra.

Un'esibizione di alto contenuto, che ha colpito molto la giuria e il pubblico con le suggestioni emotive che la band riesce perfettamente a trasmettere.



Voto: 88/100
Voto live: 8

Leonardo Verzaro

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