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giovedì 2 aprile 2009

Recensione - La Debole Cura



LA DEBOLE CURA
Il Cimitero Delle Idee
Autoproduzione - 2009



Tracklist:
01 – 00:49
02 - Il Cimitero Delle Idee
03 – Black Swan
04 – Città Irreale
05 – Tre Passi Nel Limbo
06 – Watch The Snow



Line Up:
Simone Giorgi: voce, chitarra
Francesco Lista: chitarra
Stefano Ronchi: basso, voce

Francesca Ronchi: Batteria (in studio)
Marco Zaffignani: batteria




La Debole Cura è un progetto avviato nel 2007, quando alla sezione ritmica (Francesca e Stefano Ronchi) degli ormai sciolti Sedna Sound (di cui abbiamo parlato settimana scorsa) si unisce a Simone Giorgi, chitarrista, cantante e scrittore, e Francesco Lista, chitarrista e amico di vecchia data di Stefano.

Dopo il primo demo rilasciato all’ inizio del 2008, e dopo la registrazione di questo ultimo lavoro in studio uscito nel 2009, Francesca sceglie di lasciare la band, e viene sostituita temporaneamente da Stefano Damiani.

Cinque tracce più un breve intro che mostrano gli sviluppi del sound del gruppo: il songwriting partorisce ottimi pezzi, che si snodano attraverso un alternative rock melodico, sognante ed eclettico, per come alterna dolci arpeggi, sfuriate di distorisioni e dosi di psichedelia, mentre più il gruppo attua un grande lavoro anche in fase di produzione dei suoni, rifinendo in maniera accurata i vari pezzi, utilizzando campionamenti, batterie elettriche e spesso anche lo xilofono.

I pezzi che più rispecchiano questa idea di sound sono quelli cantati interamente in italiano, “Città Irreale”, con la sua dinamica alternanza fra soffuse strofe melodiche e ritornello quasi noise, e la titletrack “Il Cimitero delle Idee”, pezzo molto eclettico dal ritmo sostenuto, in cui spiccano un gran lavoro di basso e linee vocali interessanti.

I due i brani cantati in inglese allargano maggiormente gli orizzonti: “Black Swan” (già presente nel primo demo del gruppo) è il pezzo più melodico del disco, si apre con un incedere originale caratterizzato da una ritmica quasi marziale della batteria su cui si stagliano gli arpeggi tessuti dalle chitarre, mentre il brano cresce, si stratifica in un climax strumentale che porta all’ esplosione finale; “Watch the Snow” si presenta invece come il più aggressivo della raccolta, per come sconfina quasi in territori stoner rock nelle parti più rumorose, ma concedendo sempre aperture più leggere e briose che spezzano la tensione e danno respiro al pezzo, sicuramente uno dei più riusciti.

Altro picco dell’ EP è la suggestiva “Tre Passi nel Limbo”, un brano psichedelico interamente strumentale dal sapore desertico, con percussioni, rumori spaziali in sottofondo e chitarre acustiche nel finale.

La Debole Cura si dimostra a buon punto nella propria crescita, pochi sono infatti i difetti di questo breve disco, come ad esempio una eccessiva artificiosità e compostezza della voce in certe parti melodiche, oppure il sovente abuso dello xilofono, orpello non sempre necessario. Resta comunque fra le mani un ottimo lavoro, frutto di quella che è una delle migliori realtà della scena pavese.

Per il successivo salto, non resta che aspettare il prossimo definitivo full lenght, che vedrà l’ ingresso alla batteria del nuovo acquisto Marco Zaffignani, entrato da poche settimane come membro stabile del gruppo.



VOTO: 78/100


Sebastiano Leonida Bianco

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