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sabato 14 febbraio 2009

Recensione - Oloferne


OLOFERNE
Segno D'acqua
Autoproduzione - 2008

Tracklist:
1. L'argonauta
2. Volver
3. L'amore della salamandra
4. La Piedra del Paranà
5. La preghiera del marinaio
6. A largo di Punta Stilo
7. Controcanto
8. Byzantium
9. Oggi i pensieri sono alberi
10. Fa come Fard (new version)
11. Il segno d'acqua

Line Up:
Alessandro Piccioni: Voce, Basso, Flauti
Giacomo Medici: Voce, Chitarra, Percussioni
Giuseppe Cardamone: Violino
Gianluca Agostinelli: Chitarre
Marco Medici: Batteria, Percussioni


Oloferne è un gruppo da Chiaravalle (Ancona), nato nel 1999.

Il segno d'acqua è l'ultimo lavoro di una carriera ormai decennale segnata da numerosi riconoscimenti e premi.

L'album si presenta molto elegante nel packaging davvero molto curato, con una copertina che con un'onda e il suo reflusso già ci trascina all'interno di quella che sarà l'atmosfera del disco. Un disco trascinante che vuol esser compagno musicale di un viaggio, tema del viaggio che ben si sposa con le atmosfere tipiche del folk-rock.

Il tema del viaggio, del mare, della terra e delle radici del vino e dell'uomo: Il tema del disco vuole essere il mondo, nelle atmosfere e nei testi.

Ci troviamo di fronte ad un disco molto suonato e suonato davvero in maniera impeccabile sotto ogni punto di vista: gli strumenti si incastrano sempre in arrangiamenti molto curati sempre con un ottimo gusto musicale messo al servizio dell'atmosfera generale di ogni brano, senza perdere di vista il cammino solido dell'intero disco.

Le canzoni, mai banali, sono valide ognuna a suo modo, oltre ad essere tasselli di un unico più grande quadro (come si può ben ascoltare da “Byzantium” e “Oggi i pensieri sono alberi” canzoni unite l'una all'altra dallo stesso tema musicale che si sviluppa però in due porzioni fruibili singolarmente).

I testi come già citato precedentemente sono molto radicati alla tradizione del genere folk, ricchi di richiami sensoriali alla natura, alle radici culturali della nostra terra e non solo, ben sdraiati sopra a musiche che li accolgono accomodanti.

Il forte legame ad un genere come il folk-rock se da un lato rende il disco sicuro di sé e solido, dall'altro potrebbe renderlo poco fruibile a chi non bazzica per quei territori musicali.
Ottimo disco, da ascoltare come compagno di viaggio, o come colonna sonora di paesaggi stupendi .


Giudizio finale: 80/100
Simone Giorgi

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