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lunedì 15 dicembre 2008

Intervista - Punkreas


In occasione del loro tour invernale 2008, i Punkreas passano anche da Codevilla (PV) al Thunderroad in una data grandiosa e qualitativamente molto interessante accompagnati da Gerson e I Giocattoli di Clara.
Nel 1995 con l'album "Paranoia e Potere" i Punkreas avevano scritto il loro testamento nel punk rock italiano.
Nel 2008, a quasi 20 anni di carriera, sono ormai leggenda con il loro ottavo album "Futuro imperfetto". Ce ne hanno parlato in questa intervista, con grande simpatia e disponibilità.

Da ragazzi di provincia degli esordi al successo? Qual è il vostro segreto? Potete dare un consiglio ai giovani che vogliono sfondare nel mondo della musica?
Risponde Paletta

Non abbiamo un segreto…beh forse sì: sicuramente la nostra amicizia e la nostra coesione.
Il prossimo anno festeggiamo i 20 anni di carriera. Lo dico con orgoglio perché in tutti questi anni siamo riusciti a "sopportarci" e soprattutto ad andare sempre nella stessa direzione.
Siamo stati fortunati anche a trovare una buona risposta nelle persone che venivano ai nostri concerti. Quando abbiamo iniziato nel 1989 avevamo un bel seguito tra amici e conoscenti che poi si è allargato sempre più.
Probabilmente un altro segreto del nostro successo è stato fare concerti inusuali, che coinvolgevano direttamente lo spettatore. Siamo stati tra i primi a far salire la gente sul palco, a farla cantare e a coinvolgerla nello spettacolo. Il nostro spettacolo è sempre stato pensato per la gente. E anche adesso succede sempre che qualcuno sale per fare stage diving o per cantare.
Se devo dare un consiglio ai giovani gruppi, vorrei dire loro di non montarsi la testa, di non pensare ai soldi..soprattutto in questo periodo, ma di divertirsi a suonare e di diffondere il più possibile la propria musica. Adesso è più facile farsi conoscere con internet ed è più facile "fare" musica con la tecnologia e i programmi di composizione e registrazione. Sfruttate tutte queste potenzialità.
Una volta si riusciva con fatica a produrre un demo, la famosa "cassettina". Occorreva autofinanziarsi per registrare qualcosa in uno studio di incisione e ottenere un prodotto di buona qualità. Solo così potevi sperare di essere notato da qualche etichetta.

Come sono cambiate le vostre sonorità dal 1989 ad oggi?
Allora eravamo molto grezzi e punk, con pochi accordi essenziali. Anche se devo dire che i testi già allora erano importanti ed avevano un significato.
Man mano abbiamo acquisito sempre più esperienza nella musica e ora utilizziamo più effetti.
Ai tempi al massimo potevi usare il distorsore.
Ora poi ascoltiamo anche generi di musica diversi. Siamo più maturi.


Com'è cambiata secondo voi la scena punk internazionale e italiana? Non pensate che ci sia uniformità nel punk rock attuale e che tutti i gruppi siano molto simili tra loro?
Inizialmente i gruppi erano abbastanza personalizzati, anche se si pescavano più o meno dalle stesse radici.
Noi per esempio nei testi ci ispiravamo molto ai CCCP e nella musica, come tutti, ai Sex Pistols, ai Ramones e ai Bad Religion, di cui facevamo anche delle cover. Ma avevamo un nostro stile.
Ora tutti si ispirano alla scena punk americana, che però è molto uguale a se stessa. Non ci sono novità o personalizzazioni che impressionino particolarmente.
Anche in Italia i gruppi sono molto simili tra di loro. Cercano probabilmente di copiare un certo stile senza crearne uno nuovo. C'è poca fantasia e difficilmente emerge un gruppo su un altro.


Quali gruppi italiani vi piacciono?
Ci piacciono molto i Gerson, che hanno dei testi molto intelligenti ed ironici e dal vivo hanno un'energia incredibile.
Anche gli Skruigners ci piacciono molto, fanno un genere che ascoltavamo tempo fa, l'hard core puro, e hanno anche dei bei testi.
Cambiando totalmente genere invece vorrei segnalare i Fratelli Calafuria, che fanno qualcosa di completamente diverso da tutto ciò che si sente in giro.

Tra gli internazionali?
I System Of A Down, i Queens Of The Stone Age, i Rage Against The Machine, che sentiamo molto vicino a noi, e i Bad Religion

Ora prende la parola Noyse
Siete stati criticati per aver ceduto alle lusinghe di una major? Ci vuoi raccontare cos'è successo e cos'è cambiato?

In realtà non siamo mai passati a una major. Ai tempi dell'album "Pelle" eravamo sotto contratto con l'etichetta indipendente Discopiù di Bergamo, la quale si avvaleva della distribuzione Universal…questo è stato il nostro unico legame con una major, ma indiretto. Di fatto non siamo mai stati legati a una major.
Abbiamo sempre firmato per etichette indipendenti che ci lasciassero il nostro spazio e che non interferissero con le nostre scelte. Ci teniamo a dire che scelte, meriti e colpe dipendono completamente da noi.
Ora abbiamo il contratto di distribuzione con la Venus e la licenza con la V2..non so se si può considerare una major. Di sicuro le persone con cui lavoriamo ci lasciano il nostro spazio.
Nell'ultimo album ci siamo finalmente dotati di uno studio di registrazione e abbiamo potuto fare sperimentazioni più sofisticate. Questa l'unica cosa che è cambiata rispetto ai primi tempi.
Non per preconcetto, ma non vogliamo andare a una major. Abbiamo anche sondato il terreno delle grandi etichette, pensando di trovare persone "illuminate" e disposte a investire su di noi, anche nei momenti di crisi del mercato. Invece abbiamo trovato persone ancora più vecchio stile, che vogliono trasformarti in un gruppo di tendenza, che segua la moda del momento.
Poi per quanto riguarda il rock e il punk in Italia i discografici tendono a farti abbassare il volume delle chitarre e a voler intervenire sui testi...no, questo non fa per noi.
La nostra forza è quella di dire e di fare quello che siamo, non abbiamo intenzione di cedere ai compromessi di questo tipo.
La nostra musica è fedele a noi stessi, noi rimaniamo fedeli a noi stessi, ma non siamo uguali a noi stessi!!

Si può fare ancora politica attraverso la musica? Quali sono i vostri riscontri?
La nostra idea non è quella di fare politica.
I nostri testi comunicano i nostri pensieri, quello che siamo, ciò che ci piace e che non ci piace. Non intendiamo lanciare messaggi politici in quello che diciamo, ma solo le nostre idee.
Si può comunque fare politica senza essere necessariamente schierati, politica nel senso generale del termine.
Certo nei nostri testi non troverai i pensierini d'amore per le ragazzine.
Ora sembra che la verità sulle cose provenga dai comici, dagli artisti e dalla stampa satiricala poiché la scena politica deprime ed è deprimente. Sembra che facciano politica più gli artisti che non il governo, quindi è facile che la gente si riconosca più in loro che non nella classe politica.

Com'è nata la vostra collaborazione con Dario Fo?
E' stata un collaborazione estemporanea. Eravamo andati alla manifestazione contro l'apertura della base NATO a Vicenza e alla stessa era stato invitato anche Dario Fo, che aveva preparato un monologo per l'occasione. Aveva scritto un testo che avrebbe voluto musicare e cercava per questo l'accompagnamento di un musicista blues.
Qualcuno aveva fatto il mio nome.
E' stata una cosa completamente improvvisata, non avevamo preparato niente. Dario Fo prima di salire sul palco mi canticchiò il motivetto con cui voleva accompagnare il suo testo.
Flaco il nostro chitarrista disse che era un giro di DO e improvvisò un giro di DO. Noi gli siamo andati dietro e alla fine è uscita una bella cosa. Dario Fo alla fine è stato contento e ci ha fatto i complimenti.


E ora è la volta di Cippa
Qual il live più bello che ti ricordi con i Punkreas?

Penso il concerto a Sarrock (San Rock :)), in provincia di Cagliari. Dopo la terza nota il palco era già stracolmo di gente. E' stato forse il concerto più bello che abbiamo mai fatto sia per la partecipazione del pubblico che per il coinvolgimento.
Poi penso la prima volta all'Indipendent Day. E' stato esaltante stare davanti a migliaia di persone e condividere il palco con grandissime rockstar.
In generale in tutta Italia vediamo una bella partecipazione. Al nord il pubblico è abituato ai concerti perché ci sono tanti locali e tante occasioni.
Al sud ci sono meno concerti, per cui quando se ne organizza uno, la gente è esaltata e molto partecipe.

Come si vedono i Punkreas fra qualche anno? C'è ancora qualche territorio che volete conquistare?
Non saprei…in generale ci piace sperimentare e fare sempre nuove esperienze. Se intravediamo una possibilità, ci buttiamo. Noi andiamo avanti e ci adattiamo a qualsiasi proposta interessante.
Se ci fosse nel futuro anche un'esperienza all'estero, ben venga. Anche se abbiamo già suonato qualche volta oltre confine, come a Berlino.

Parlaci dell'ultimo album "Futuro Imperfetto".
Come mai questo titolo?

A mio avviso è uno dei titoli migliori che abbiamo dati ai nostri album. E' un po' un richiamo al motto dei Sex Pistols "Say no future", con la differenza che invece noi diamo ancora una speranza per il futuro. Anche se ci rendiamo conto che potrebbero esserci degli imprevisti in questa visione futura, quindi futuro imperfetto.
E' bella anche l'idea della copertina, disegnata da Marcello "The Apartment", che si occupa di progetti grafici.
In copertina è disegnata una mano, come nei tarocchi, con le linee su cui i chiromanti predicono il futuro. Ma nella mano un dito è mozzato, per rendere l'idea del futuro (la lettura della mano) imperfetto.

Il vostro primo singolo si intitola "Tyson rock". A chi si riferisce?
"Tyson rock" parla di quelle persone in Italia che non sono figli di nessuno o che sono figli di operai e che, per trovare affermazione in determinati ambiti, devono sbattersi molto di più. "Tyson rock" è un inno per chi deve lottare per costruire la propria strada.

E il prossimo singolo?
E' appena uscito "Cuore nero", di cui abbiamo girato anche il video. Cuore nero è una riflessione sulla situazione in cui si trova attualmente la nostra società…in cui ci sono poteri occulti che governano il paese e che agiscono nell'ombra per manovrare le cose che succedono.
Anche il video è molto bello

In questo album avete fatti diverse sperimentazioni come l'uso di violini, sonorità diverse..
Sì inizialmente la stessa "Cuore Nero" era uscita senza violini e con un diverso arrangiamento. Poi ci è venuta l'idea dei violini e degli archi e la cosa ci è piaciuta molto. Anche la canzone ci è sembrata avere una maggior personalità e un tocco in più.

Com'è nata la collaborazione con la cantante Heller?
Ci avevano suggerito di inserire una voce femminile, che sarebbe stata bene all'interno di alcune canzoni. E così ci è stato fatto il nome di Heller, che aveva fatto una comparsa in un nostro live. Ci è talmente piaciuta che abbiamo voluto che incidesse con noi alcuni brani anche in studio.

Con chi vi piacerebbe suonare o collaborare?
In tutti questi anni ci è capitato di suonare o per lo meno di condividere i palco con dei grandissimi.
Noyse dice che vorrebbe collaborare con i Rage Against The Machine. Abbiamo condiviso il palco con loro qualche anno fa in occasione di un festival in cui suonavamo, tra gli altri, sia noi che loro.. Però non abbiamo avuto uno stretto contatto. Considero Tom Morello veramente un grande e ritroviamo in lui una grande sintonia, sia per i testi che scrive che per le cose che dice. La sua visione del mondo è molto simile alla nostra. Per guanto riguarda musicisti di genere diverso, ci piacerebbe suonare anche con Manu Chao.

Siete stati premiati al MEI 2008 come miglior band dell'anno e per il miglior live tour dalla webzine Punkadeka. Ce ne volete parlare?
Siamo stai molto contenti i questo riconoscimento.
Purtroppo però non abbiamo potuto ritirare il premio al MEI (il meeting delle etichette indipendenti, N.d.R.) perché siamo rimasti bloccati dalla neve in Svizzera dove eravamo andati a suonare qualche settimana fa.
Siamo felici di questo riconoscimento perché non è solo un premio per noi stessi ma anche per le nostre scelte e per la coerenza che abbiamo dimostrato in questi anni, la coerenza di aver rifiutato il contratto con delle major che avrebbero potuto darci maggiore visibilità ma che avrebbero potuto limitarci nella nostre scelte musicali.
Poi un premio ci è stato assegnato dagli addetti ai lavori, l'altro dalla gente e questo ci fa doppiamente felici e ci rinfranca per le scelte che abbiamo fatto in questi anni.

Volete aggiungere qualcosa per concludere?
Sì. Ricordiamo a tutti che nel 2009 festeggeremo i 20 anni di carriera e abbiamo in serbo tante sorprese per i nostri sostenitori. Quindi state sempre all'erta..ne sentirete delle belle!


Barbara Origgi

Trovi questa intervista anche su
www.okmusik.com

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