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sabato 15 novembre 2008

Intervista - Rustless


I Rustless sono il nuovo progetto hard rock di Stefano Tessarin, Ruggero Zanolini, Lio Mascheroni, membri storici dei Vanadium, che insieme a Marcello Suzzani (Diumvana) al basso e alle due voci Elisa Stefanoni e Roberto Zari stanno conquistando le classifiche rock con il loro primo singolo "Sands of time" e ora con il loro primo album "Start from the past", che contiene sette tracce inedite di hard rock melodico e vecchi brani dei Vanadium, il gruppo milanese degli anni '80 che fece la storia dell'heavy metal Made in Italy

Inizia Ruggero Zanolini, il mitico tastierista dei Vanadium, considerato da sempre il migliore indiscusso tastierista rock sulla scena italiana.
Come sono nati i Rustless? Come siete arrivati a questa formazione?
Io, Steve e Marcello suonavamo insieme già da anni col progetto cover dei Diumvana (nome che deriva dall'inversione di Vana-dium, N.d.R.), ma ci eravamo un po' stancati di fare cover e di essere bravi esecutori ma di pezzi altrui. Sentivamo la necessità di qualcosa di diverso e così abbiamo iniziato a lavorare come compositori su pezzi nostri. Poi abbiamo contattato Lio, batterista, nostro compagno dei tempi dei Vanadium. E questo è stato il primo input dei Rustless.
Poi abbiamo iniziato a contattare cantanti e a fare delle audizioni. Abbiamo incontrato Elisa durante uno dei nostri concerti con i Diumvana e ci è piaciuta subito. Con la voce femminile infatti si aprivano per noi scenari musicali diversi. Infine abbiamo contattato Roberto , che aveva collaborato con noi in passato. Ci piaceva la sua carica nell'esecuzione dei brani e il suo modo di reinterpretare anche i pezzi dei Vanadium. Si è creato con tutti un feeling e una magia già da subito.

Come mai la scelta di avere due cantanti: una voce femminile e una maschile?
Quando abbiamo provato, molto semplicemente ci piaceva l'idea di avere due voci diverse che si alternavano. L'effetto prodotto era veramente magico. Inoltre con due voci si possono fare tanti esperimenti e proporre composizioni di genere molto diverso.
Infatti già il singolo "Sands of time" propone elementi hard rock ma anche influenze classiche.

Come si sposa il rock, l'heavy metal con la musica classica?
Beh io nasco anche e soprattutto come tastierista classico. Mi piace molto suonare musica classica, quindi mi sembra anche una scelta naturale mettere elementi classici in cose potenti come l'heavy metal. E poi penso sia un bel connubio…

Come mai avete deciso di abbandonare il progetto cover band per proporre musica "originale"?
Essenzialmente perché avevamo tante energie da buttare fuori, energie che con le cover rimanevano ingabbiate e inespresse…

Prende la parola Stefano Tessarin, il chitarrista mancino, del nucleo storico dei Vanadium.
Il progetto cover non lo rinneghiamo, ma di fatto, con i tempi che corrono, era un progetto fatto per continuare a vivere di musica. Purtroppo in Italia se fai cover puoi suonare nei locali e fare tante serate, se proponi musica originale fai molta più fatica. Quindi il progetto cover ci permetteva di fare molti live. Ma io nasco come compositore e non ho mai smesso di scrivere canzoni. Però devo ammettere che non pensavo di ottenere un così grande consenso dal pubblico, come ha dimostrato il nostro disco e come stanno dimostrando sempre più i nostri live.
Poi nei nostri spettacoli non abbandoniamo del tutto le cover. Fa sempre piacere sentire qualche cover o rendere omaggio ad artisti che a noi piacciono particolarmente, la cover fa parte dello spettacolo, se non è la solita cover scontata, però di sicuro in primo piano ci sono le nostre nuove canzoni.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri o che ti piacciono maggiormente?
Io sono nato ascoltando i Led Zeppelin, i Deep Purple, i Black Sabbath, i Saxon e tutto il rock '70 e '80. Poi per il resto dei nuovi mi piacciono molto i Dream Theater, i Symphony X, i Sonata Arctica.
Mi piacciono i chitarristi che suonano col cuore, non i puri tecnici. Mi piace molto Gary Moore. Poi per esempio Dream Theater anche se sono molto tecnici sono ance molto intensi, soprattutto nei primi dischi.

Poi è il momento di Elisa, la voce femminile del gruppo.
So che fai parte di un altro progetto, gli Evenoir. Come hai deciso per questa esperienza nei Rustless e comunque con musicisti di un certo calibro?
Quando ho conosciuto Ruggero e Stefano e deciso di aggiungermi ai Rustless mi sono subito trovata bene ed ho subito capito che un'esperienza del genere sarebbe stata indispensabile per la mia crescita professionale e per suonare ad un certo livello.
Gli Evenoir sono un mio progetto gothic-sinfonico. E' divertente e gli sono molto affezionata, ma si tratta di un progetto underground. E' diverso. Non si può paragonare all'esperienza Rustless. Gli Evenoir sono la campagna, i Rustless la città :)

Se si può dare un'etichetta, come possiamo definire il genere dei Rustless?
I Rustless sono tutto, non si possono definire: heavy metal melodico che miscela i gusti un po' di ognuno. Gothico, hard rock, l'heavy metal classico dei Vanadium

Ed ora prende il microfono Roberto Zari, la voce maschile del gruppo
Roberto, leggendo l tua biografia, mi ha colpito il fatto che hai deciso di cantare dopo aver ascoltato "Hunting high and low degli A-hA. Da allora hai suonato con diversi gruppi e in diversi progetti rock. Come sei arrivato ai Rustless?
Il primo contatto con Ruggero e Stefano è stato nel 1997, quando avevano iniziato il progetto Diumvana. Ho collaborato con loro in diverse occasioni, cantando anche in una compilation di vecchie canzoni dei Vanadium. Quindi, seppur occasionalmente, sono sempre stato in contatto con loro. Quando hanno deciso di dare vita al progetto Rustless sono stato contento di entrare a farvi parte.

Da quando sono nati i Rustless avete suonato in molti locali, ma c'è un live in questa breve ma intensa esperienza insieme che ti ricordi particolarmente?
Sì, mi ha molto emozionato il live unplugged che abbiamo fatto al MediaWorld di Rescaldina poco tempo fa. Si era creato un grandissimo feeling sia tra di noi che con il pubblico. Sono intervenuti molti vecchi fan dei Vanadium e ci siamo emozionati tutti a reinterpretare loro vecchie canzoni quali "Easy way to love" e "Streets of danger". E poi si sa che negli unplugged si crea un'atmosfera molto particolare e anche le emozioni sono più amplificate.

Come sta andando la promozione del vostro primo album "Start from the past"?
Sta andando molto bene, anche più di quello che ci eravamo aspettati. Infatti è uscita da poco la ristampa, in quanto in un solo mese c'è stato il tutto esaurito. Abbiamo avuto la fortuna di passare sulle radio, siamo passati su Rock FM poco prima che chiudesse, siamo entrati nelle classifiche hard & heavy e il nostro singolo è arrivato al primo posto. Poi stiamo facendo promozione attraverso webzine, ma anche attraverso la stampa specializzata tradizionale. Poi ovviamente ci aiuta molto la pubblicità via internet, tanto è vero che stanno aumentando progressivamente le nostre richieste di date live. Ci aiuta molto anche la nostra etichetta, la It-Why, che sta distribuendo presso le principali catene di distribuzione musicale (FNAC, Mediaworld, Feltrinelli, ..). Secondo me però un vecchio metodo funziona più di tutti: il passaparola. Il passaparola è il metodo più efficace. Anche perché se un amico ti consiglia un gruppo, difficilmente rimarrai deluso.

Progetti futuri? Vi vedete proiettati alla conquista del mercato estero?
Questo di sicuro, anche perché si sa che la musica che facciamo ha più possibilità di diffusione all'estero che non nei canali tradizionali della musica italiana. Siamo in contatto con delle persone che ci stanno appunto aiutando a sbarcare nel mercato estero.
Tornando al discorso del mercato musicale italiano. Quando Metallica o Iron Maiden fanno uscire un nuovo album, arrivano primi in classifica. Quindi penso che ci sia ancora speranza per l'heavy metal. Spero che qualcosa piano piano si muova.

State già pensando a un secondo album?
Steve è un fiume in piena. Ha già scritto tanto di quel materiale da poter già pensare a un terzo album (ride!). Ruggero e Steve sono veramente una fucina che non si ferma mai.

Dopo il primo singolo "Sands of time", avete già pensato al prossimo singolo?
Il prossimo singolo …non ci abbiamo ancora pensato…in realtà stiamo preparando un video, ma non posso anticiparti niente…. È una sorpresa.. Posso solo dirti che sarà un brano d'atmosfera..

E' il momento di Lio, il batterista, ex Vanadium compagno per anni di Pino Scotto anche dopo lo scioglimento dei Vanadium.
Nell'album dei Rustless ci sono pezzi nuovi, ma anche vecchi brani dei Vanadium, riarrangiati in chiame moderna. Come mai questa scelta?
Se ci pensi abbiamo voluto intitolare l'album "Start from the past", cioè "iniziare dal passato" e il modo migliore ci sembrava ripartire appunto dalle nostre precedenti esperienze, comunque fondamentali per la storia dell'hard rock italiano per poi arrivare alle nostre ultime composizioni. E' anche molto importante per noi riproporre e far conoscere a chi non ha vissuto quell'epoca (gli anni '80) i nostri pezzi a cui siamo molto affezionati. In merito ai nuovi arrangiamenti: abbiamo voluto dare una rispolverata al vecchio con il nostro nuovo vestito. E' come fare un omaggio al nostro passato ricollegandolo al nuovo.

In questi anni, dopo i Vanadium avete intrapreso strade diverse, tu con Pino Scotto in molti progetti (ultimo fra i quali i Firetrails), Stefano e Ruggero con i Diumvana. Poco prima dell'uscita dei Rustless si parlava di possibile reunion dei Vanadium. Perché poi non è stata fatta?
E' vero, si è parlato di reunion e Pino in qualche modo ha cercato di riproporre i brani dei Vanadium in diversi progetti, però secondo me siamo tutti un po' cambiati e abbiamo voglia di fare anche cose nuove. A volte le reunion sanno un po' di patetico, quindi meglio impegnarsi in qualcosa di nuovo. Io voglio lavorare a progetti che mi permettano ancora di esprimermi al massimo, sento tanta energia e tante cose che ancora ho da dire.
Poi, tornando ai discorsi sulle cover band: è bello anche suonare cover, ma da questo punto di vista ti riduci ad essere solo un bravo esecutore. Vuoi mettere la soddisfazione di suonare su un palco un pezzo scritto da te? E' tutta un'altra cosa. Chi sente i Rustless percepisce energia, vibrazioni.

Delle diverse esperienze fatte in più di 25 anni di carriera, qual è il periodo che ricordi con maggior piacere?
Sicuramente i primi due anni coi Vanadium. Ai tempi non ci rendevamo conto di quello che abbiamo poi rappresentato per la musica hard rock italiana. Siamo passati dall'essere un gruppo emergente a un gruppo che suonava all'estero sotto una grande casa discografica (la Durium) e soprattutto eravamo una novità, qualcosa di sconvolgente per l'epoca. Ai tempi la massima espressione di rock era il progressive della PFM. Noi eravamo qualcosa di diverso, molto più europeo. In Italia c'erano già i primi fan dei Judas Priest e degli Iron Maiden, ma ancora non esisteva un gruppo ceh rappresentasse il metallo italiano.
In breve ci siamo accorti di aver ispirato i maggiori gruppi hard & heavy italiani: la Strana Officina, i Sabotage.
Poi era anche difficile farsi strada nel panorama musicale italiano con i capelli lunghi e il chiodo.

Ora in Italia è cambiato qualcosa? Ci sono delle città più vive musicalmente?
In linea di massima per quanto riguarda l'hard & heavy in Italia è cambiato poco o niente.
Le città più vive e con un maggior numero di locali in cui suonare sono senza dubbio Milano e Roma. Anche la Toscana ha un bel movimento, ma mancano strutture in cui suonare.

Tra gli artisti emergenti, c'è qualcuno che ti piace particolarmente?
Abbiamo suonato di recente con gli Alterbridge e devo dire che mi sono piaciuti molto. Per il resto mi sono fermato ai primi album degli Iron Maiden.
Non mi piacciono i Dream Theater (a differenza degli altri miei compagni). Preferisco musicisti che ti danno emozioni. Preferisco un Gary Moore a un Yngwie Malmsteen.

C'è un artista o un gruppo con cui vorresti suonare o dividere il palco?
Senza dubbio Nick Menza. Poi con gli AC/DC. Il loro modo di suonare è veramente inconfondibile.
http://www.rustless.it/

Barbara Origgi



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http://okmusik.com/

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